Update Google Novembre 2019

L’update google novembre 2019, o aggiornamento Google, per non utilizzare inglesismi (cosa davvero difficile in questo settore) è stato definito da Joy Hawkins (seo famosissima oltre oceano)  l’aggiornamento “Bedlam”.  Per spiegare di che tipo di update si tratta è necessario partire proprio da Bedlam, per chi non dovesse sapere cos’è. Bedlam non è altro che un manicomio, credo ci abbiano girato anche qualche film dell’orrore. Google ha implementato la sua intelligenza artificiale, dunque considerando Bedlam, si potrebbe dire che l’ha fatto basandosi su un cervello già passato sotto le cure dell’ospedale degli orrori.

In realtà, dopo questa lunga e noiosa prefazione, parliamo di cose concrete. I miei personali casi studio mi hanno fatto capire che è sempre bene avere un piano B, chiunque basi tutto il suo business su un unico “contenitore” rischia sempre grosso. Specialmente, se, come per Facebook o Google stesso, fai business sul business di un’altro.

Come sono cambiate le serp con l’aggiornamento Google di novembre 2019? Prima di parlare dei miei casi, porto un esempio estremo, ovvero il sito di Aranzulla. Come potete vedere dallo screenshot, l’Aranzulla nazionale ha subito, intorno al 7 novembre, un crollo spaventoso. Possiamo dire che ha dimezzato il traffico organico. Dunque, ci avevano parlato a lungo di Autorità del sito, i signori di Google.. e chi c’è di più riconoscibile di Ara? Acuni seo italiani discutevano circa il fatto che questo update avesse colpito i “thin content”, ma Aranzulla è chiaramente l’esatto opposto.

Le sue guide sono dettagliate, spesso aggiornate e ricche di approfondimenti. Altri sostengono che alcune keywords posizionate fossero regalate, perchè l’intento di ricerca dell’utente non veniva tenuto in considerazione. Anche questo lo ritengo falso, perchè Aranzulla resta comunque ottimamente posizionato con key tipo “facebook” o “ok google” e similari. Qui è chiarissimo che se io scrivo nella mia barra di ricerca “accedi a facebook”, del sito di Aranzulla poco mi importi, eppure è in cima alla classifica.

 

Altra teoria altra corsa… e questa arriva proprio da Google che inizialmente ha smentito qualsivoglia aggiornamento, per poi ritrattare (dopo essere stato subissato di richieste e.. di insulti 😀 ) dicendo che era stato lanciato un aggiornamento Google sulle ricerche local. Altra falsa pista di questi simpaticoni. Nel mio caso, avendo molti siti da monitorare, ho un discreto campione per testare i vari aggiornamenti.

Inizio col dire che nessuno dei miei siti era stato colpito dal famoso Medical Update, che per certi aspetti assomiglia a questo update di novembre. Proseguo dicendovi che il sito che questa volta ha subito il contraccolpo è uno dei miei migliori siti. 70 mila visite da organico, un sito che può essere considerato sufficientemente autorevole nella sua nicchia, una crescita perfetta e un profilo di backlink assolutamente naturale.

Ebbene, il giorno 8 novembre un crollo che ha rimosso l’80% del traffico da organico. Un vero e proprio Bedlam! Per qualcuno che scende c’è qualcuno che sale. Analizzando lo sconvolgimento delle serp nel mio caso ho potuto notare una spinta propulsiva di siti molto vecchi, non aggiornati, siti spam, siti che non rispettano le regole. Questo è molto frustrante!

Parlando con qualche collega, l’ipotesi è che questo update abbia colpito dei siti autorevoli, ben fatti, che rispettano le vecchie regole (che poi sono le nuove regole come il benedetto “scrivi per l’utente!!!”) premiando, forse in un momento di pazzia collettiva, i siti non meritevoli. Siccome voglio essere giusta farò un altro esempio.

Ad un certo punto mi sono detta : “stai a vedere che questa intelligenza artificale è stata lanciata, ma hanno preso un cervello di riferimento fallato” e sono andata a verificare i miei siti dove, onestamente, non solo non avevo lavorato bene, ma avevo anche testato delle prove di black hat seo (beh, senza esagerare dai.. diciamo grigio fumo di Londra). Nel prossimo screenshot un esempio. Questo sito era stato abbandonato da un anno e mezzo circa, quindi un sito non aggiornato, contenuti pressochè assenti, presente solo un profilo backlink non naturale. Per la proprietà inversa, con Bedlam, lo ritrovo premiato con un aumento del 90% di traffico da organico.

Per capire ancora meglio certi aggiornamenti, è necessario scandagliare le serp che si conoscono da tempo e comprendere quali risultati il motore di ricerca restituisce. Non è una novità che Bedlam abbia sfasato molte serp (specialmente in America) restituendo risultati sbagliati.

Solo alcuni commenti ai post nella pagina twitter di Google, tutti lamentano in modo concreto il problema dei risultati scadenti. C’è quindi da chiedersi effettivamente quale motivo avrebbe l’aggiornamento Google di riportare risultati scadenti nelle serp. La mia idea è che chiaramente non sia volontaria come scelta, viene però da pensare che qui si siano mescolati più cambiamenti nell’algoritmo forse troppo ravvicinati  (Bert ad esempio) e che tra i tanti vi sia stata una rivalutazione dei backlink un tempo considerati scadenti/spam.

Questo, assieme ad una rivalutazione dei siti con maggior anzianità (ma abbandonati come nel mio caso o in altri molti casi) purtroppo ha portato a questo. Ma.. niente panico. Il concetto espresso da Google nelle risposte che tenta di dare ai proprietari dei siti colpiti è che non si deve fare nulla.

SE avete lavorato bene, pensando di essere un punto di riferimento per il vostro settore, pensando di scrivere contenuti di qualità e che corrispondano all’intento di ricerca dell’utente, dovete solo aspettare seduti in riva al fiume.. Ho raccolto molta frustrazione tra i proprietari di siti colpiti, alcuni ipotizzavano di rifare tutto, di cambiare sostanzialmente la struttura del loro blog ma questa è una scelta insensata. Se, invece, eravate stati graziati (a volte capita) con regali di traffico non meritevoli, questo è il momento giusto per riconsiderare il proprio lavoro.

Quanto tempo ci metteranno le serp a tornare come prima? Siamo a circa due mesi dall’Update Google, per il Medical Update in alcuni casi osservati ci sono voluti 4-6 mesi, e alcuni siti non hanno recuperato il traffico. Ciò che mi aspetto è un recupero parziale, dunque in questo periodo l’unica azione da svolgere è proseguire nella costruzione di una buona rete di backlink e nella pubblicazione di ottimi contenuti.

Ultimo caso analizzato: 

Ottimo sito estremamente utile per gli utenti, assolutamente non soggetto a ricerche locali ma posizionato sul nazionale. Nicchia di settore. Anche lui il 7 novembre circa, ha osservato un calo drastico, un abbattimento direi. Ho analizzato questo come altri siti cercandone i difetti più evidenti, senza trovarne di così evidenti.

Analizzando anche le pagine indicizzate, ho notato (come nel mio) una variazione folle nel numero delle pagine indicizzate (che non significa posizionate!) da 100, a 130, a 80 per poi di nuovo salire. Questa è un’anomalia. Appurato che il proprietario aveva dato precise indicazioni di no-index alle pagine contenitore, così come alle categorie (per evitare problemi di cannibalizzazione, ad esempio) ho compreso che semplicemente il bot stava ignorando totalmente le indicazioni dategli in precedenza. Sicchè, in questo specifico caso, ci si ritrova con le pagine contenitore del blog “nomesito.it/blog/page-2” nelle serp e non l’articolo contenuto dalle stesse.

Chiudo questo lunghissimo articolo, tempo di lettura : 2 ore e mezza. Vi lascio con la mia personalissima idea di collegamento neuronale di questo aggiornamento Google, ma dico anche che questi “test” purtroppo sono necessari per crescere e per migliorare sempre  il motore di ricerca. Non prendiamocela troppo e diversifichiamo le fonti del nostro traffico!